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Servizio di Integrazione Lavorativa - S.I.L.

Viale Tricesimo n. 47 - 33100 UDINE
Tel. 0432/471569 - Tel. e fax 0432/481103 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

IL SERVIZIO

Il Servizio Integrazione Lavorativa del CAMPP è un Servizio specialistico, opera nell’ambito del territorio della Provincia di Udine collocandosi nella Rete dei Servizi e promuovendo l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, come previsto dalle Leggi Regionali 41/1996 e 18/2005.

Si occupa della costruzione di percorsi individuali e personalizzati con cui accompagnare la persona con disabilità verso l’inserimento in un contesto idoneo, in ambito lavorativo, dalla formazione iniziale fino alla sua integrazione.

La normativa regionale, attraverso le Delibere di Giunta Regionale n. 196/2006 e n. 2429/2015, ha ricondotto gli strumenti operativi del SIL a due aree di competenza:

  • interventi previsti dalle POLITICHE SOCIALI, affidati al SIL del CAMPP per tutto il territorio della Provincia di Udine con la sola eccezione del Distretto di San Daniele;
  • interventi previsti dalle POLITICHE DEL LAVORO, realizzati  dal luglio 2015  su mandato della  Regione FVG, subentrata alla Provincia di Udine che, sin dal dicembre 2002, ha identificato nel SIL il servizio idoneo a svolgere le funzioni di accompagnamento, sorveglianza e mediazione a supporto delle attività di collocamento mirato previste dal D.P.C.M. di data 13.01.2001.

Nella prima area rientrano i “PERCORSI PROPEDEUTICI ALL’INTEGRAZIONE LAVORATIVA”: si tratta di Tirocini di Formazione in Situazione (Modulo CONOSCENZA e Modulo COSTRUZIONE COMPATIBILITA) e di INSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO – ISL, che si configurano come progetti di socializzazione, osservazione e orientamento al lavoro o come inserimenti di tipo socio-assistenziale per i casi con maggiore difficoltà di integrazione.

Nella seconda area rientrano invece i “PERCORSI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE LAVORATIVA”: si tratta di Tirocini di Formazione in Situazione (Modulo SVILUPPO COMPETENZE e Modulo ASSUNZIONE) finalizzati allo sviluppo delle competenze o preliminari all’assunzione vera e propria.

 

I DESTINATARI DEL SIL

L’attività del SIL è principalmente rivolta alle persone disabili come definite dall’art. 3 della L. 104/92, in età lavorativa e in condizione di “disabilità complessa”, riferibile prevalentemente a menomazioni fisiche, sensoriali e intellettive, tali da rendere necessario l’utilizzo di strumenti di mediazione e di supporto.

I destinatari devono essere comunque in possesso dei seguenti requisiti:

1. riconoscimento dell’invalidità civilecon percentuale superiore al 45%; lo stato di disabilità certificato attraverso l’invalidità civile deve comunque corrispondere ad una condizione di particolare difficoltà rispetto al mondo del lavoro, tale da presupporre l’attivazione di strumenti propedeutici all’integrazione lavorativa;

2. possesso della relazione conclusiva rilasciata dalla competente “Commissione di  Accertamento della Disabilità” (art. 4 L. 104/92 come integrato dall’art.1 c.4 L.68/99). Si specifica che possono beneficiare degli interventi solo le persone disabili per le quali la citata Commissione ha espresso una delle seguenti tipologie d’intervento:

-      collocamento mirato con servizio di mediazione;

-      collocamento mirato con servizi e strumenti di mediazione;

-      necessita di un percorso formativo propedeutico al collocamento mirato.

Si esclude l’attivazione di progetti a favore delle persone disabili per le quali è stato espresso uno dei seguenti giudizi:

- può essere avviato con il solo collocamento mirato;

- non collocabile.

3. iscrizione nell'elenco provinciale dei disabili presso il Centro per l’Impiego di riferimento (di cui all'art. 8, c.2 L. 68/1999). Nel caso in cui vengano ravvisate delle incongruenze fra le competenze relazionali e lavorative della persona e la valutazione psicodiagnostica e sociale dell’agenzia d’invio, il SIL provvederà a raccordarsi con i servizi competenti per le azioni del caso. Il SIL può, comunque, effettuare ulteriori valutazioni in merito alle singole situazioni al fine di verificare l’opportunità dell’attivazione dei progetti richiesti.

 

É cura del Servizio valutare singolarmente i requisiti soggettivi dei singoli beneficiari in armonia con le “Linee Guida Requisiti di accesso al Servizio Integrazione Lavorativa” adottate con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 42 del 10 novembre 2014 e allegate al vigente Nuovo Regolamento interno di ammissione e dimissione di utenti dai servizi.

Il Regolamento regionale, adottato con Decreto del Presidente della Regione n. 0235/Pres del 11/12/2013, recante “Criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui all’articolo 14 ter della legge regionale 41/96”, all’articolo 4 “Requisiti per l’accesso ai contributi”, punto 2, definisce che “[…] l’eventuale riconoscimento di una condizione di invalidità che giustifica la concessione dell’indennità di accompagnamento, non preclude l’accesso ai Servizi di Integrazione Lavorativa in presenza di un giudizio della Commissione di Accertamento della disabilità che abbia contestualmente o successivamente valutato in senso favorevole la collocabilità lavorativa”.

La Commissionedi Accertamento della disabilità non differenzia le possibili cause che hanno determinato il riconoscimento dello status, ossia se questo è stato attribuito perché la persona non deambula o perché non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita e, quindi, necessita di assistenza continua.

L’Agenzia d’invio (Equipe Multidisciplinare Territoriale ovvero Comitato Tecnico per il diritto al lavoro dei disabili), pertanto, dovrà specificare le modalità di inserimento attuabili al fine di tutelare la presenza del tirocinante sul luogo dell’attività lavorativa/formativa e l’Azienda ospitante nel suo complesso, nel rispetto della necessità di assistenza continua dovuta all’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita (L.18/80 e L. 508/88) e nel rispetto delle esigenze di produttività e sicurezza aziendale.

Tali specifiche dovranno responsabilmente definire le modalità assistenziali dovute ed il grado di autonomia legato al compimento degli atti quotidiani della vita della persona interessata, definendo chiaramente il tipo di supporto che dovrà essere fornito da personale addetto, appositamente individuato (tutor aziendale).

La sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs. n. 81/2008 “Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” sul progetto di integrazione lavorativa può avvenire infatti nell’ambito di:

-        mansioni soggette a sorveglianza sanitaria: il medico competente esprimerà il giudizio di idoneità e valuterà le modalità di inserimento dando le opportune indicazioni;

-        mansioni non soggette a sorveglianza sanitaria: in assenza dell’intervento del medico competente. In tal caso si rende necessario definire in modo puntuale le mansioni e la declinazione precisa dei compiti assegnabili al soggetto, nonché l’identificazione di un tutor che garantisca la necessaria supervisione continua durante le ore di effettuazione del tirocinio.

Tali modalità, per entrambe le tipologie di mansioni, devono essere chiaramente esplicitate nei tempi, nei luoghi e nei modi, nonché riprese nella convenzione stipulata tra il CAMPP-SIL e l’azienda ospitante. Deve essere prevista, inoltre, la sottoscrizione dell’atto, per accettazione dell’impegno, anche da parte del tutor aziendale.

Il tutoraggio così configurato prevede, dunque, che l’obbligo di “sorveglianza” alla persona, unitamente a quello dell’assistenza attuato di norma dai famigliari, ricadano entrambi sul tutor aziendale. Sarà dunque necessario identificare anche una seconda persona, all’interno dell’azienda, che subentri in caso di assenza del tutor preposto, mentre, in caso di assenza di entrambi, il tirocinante dovrà sospendere la frequenza del tirocinio.

Le persone alle quali è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento perché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, saranno avviate ad un progetto solo nel caso in cui si reperisca un’azienda dove sia possibile identificare sia un tutor che un tutor-sostituto, ambedue disposti a svolgere, oltre che la funzione di referente del processo formativo, anche l’attività di supervisione continua richiesta dagli obblighi di sorveglianza e assistenza connaturate al preciso status.

 

 

METODOLOGIA DELL’INSERIMENTO

La fase progettuale

Il SIL opera in stretta collaborazione con i servizi sociali, sanitari, formativi e educativi al fine di contribuire, per quanto di sua competenza, alla definizione del progetto di vita della persona disabile, nella prospettiva di una presa in carico congiunta e condivisa fra tutti i servizi coinvolti e in relazione alle istanze esplicitate dalla persona in condizione di debolezza e svantaggio.

Elaborare un progetto di inserimento lavorativo e promuoverne la realizzazione significa non solo attuare una serie di interventi mirati a modificare situazioni concrete, ma anche, e soprattutto, supportare la persona in un percorso complessivo di crescita, accompagnandola verso un’assunzione di ruolo e di responsabilità.

La costruzione di un progetto di inserimento lavorativo mette la persona disabile al centro della progettazione, condividendo obiettivi, desideri, ma anche l’analisi realistica delle potenzialità e delle debolezze. Deve tenere in considerazione un importante elemento che è l’occupabilità, cioè il rapporto intercorrente tra “limitazioni/potenzialità/competenze soggettive” del candidato all’inserimento lavorativo e “opportunità/richieste/aspettative professionali” dell’azienda o del contesto economico e produttivo di riferimento.

In un mercato del lavoro come quello attuale dove le richieste e le aspettative avanzate dalle aziende diventano sempre più elevate e complesse, e le opportunità di accesso nei contesti lavorativi si riducono, i parametri di occupabilità si fanno più esigenti, restringendo fortemente il numero di coloro che vengono ritenuti idonei, con un conseguente effetto altamente selettivo.

Il S.I.L., per attuare una metodologia dell’inserimento propria dell’area della mediazione realizza le seguenti attività:

  1. definizione del progetto lavorativo nell’ambito del progetto di vita della persona disabile;
  2. realizzazione del progetto lavorativo attraverso l’attivazione e la gestione degli interventi progettati;
  3. monitoraggio e “sorveglianza” successivamente al collocamento, di durata variabile, finalizzato alla stabilizzazione dell’inserimento lavorativo;
  4. ricerca delle risorse aziendali per l’individuazione delle aziende disponibili a collaborare per la  realizzazione dei progetti individualizzati;
  5. consulenza a singoli Enti e Aziende in materia di disabilità con particolare riferimento alle tematiche connesse con l’integrazione lavorativa.
  6. predisposizione e aggiornamento dei dati dei beneficiari e delle aziende, sedi di inserimento.

Laddove non è possibile, per svariati motivi, un immediato inserimento o reinserimento lavorativo, vengono individuati, all’interno dell’offerta formativa tradizionale finanziata dalla Regione, alcuni percorsi di formazione professionale che si adattano alle aspettative ed alle necessità delle persone interessate e perseguono la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze e conoscenze professionali ed il potenziamento delle abilità sociali e di relazione in contesti strutturati.

Con queste finalità negli ultimi anni si è costituita una rete informativa, che coinvolge gli Enti che si occupano di Formazione professionale, finalizzata a sostenere il collocamento mirato dei disabili. In particolare negli ultimi anni questa collaborazione ha permesso di dare risposta a domande di:

  • qualificazione professionale nei casi di drop-out scolastico al fine di completare la formazione richiesta dal mercato del lavoro in specifici settori (Qualificazione di base),
  • riqualificazione professionale nei casi in cui il lavoratore si trovi impossibilitato a proseguire l’esperienza nel proprio contesto lavorativo a causa delle mutate condizioni e si ritrovi quindi a vivere un momento di “pausa” forzata dal lavoro e che necessiti, di conseguenza, di una nuova progettualità per il futuro (Formazione permanente).

Gli operatori del S.I.L. accompagnano le persone interessate da tali percorsi formativi nella scelta fra le opportunità offerte a livello regionale, le aiutano nella preparazione finalizzata alla selezione in ingresso ai corsi, motivandole alla frequenza dell’attività formativa e inserendo questa in un percorso di vita più ampio.

La Valutazione Specialistica

Lo strumento utile all’effettuazione di un’analisi e valutazione della persona segnalata per i percorsi propedeutici e personalizzati di integrazione lavorativa è l’elaborazione di una prognosi lavorativa e viene utilizzato, in particolar modo, per le persone inviate dal Servizio Collocamento Mirato di Udine.

Tale strumento è stato implementato con l’utilizzo della checklist ICF lavoro permettendo di avviare la Valutazione Specialistica, in risposta ad una richiesta presentata, in particolare, dal Comitato Tecnico previsto dalla Legge 68/99.

Il gruppo di valutazione è composto dal responsabile del SIL e da uno o più operatori. Calcolando l’impegno orario per ogni valutazione ammontante a circa sei/sette ore, il Servizio ha valutato di poter dare disponibilità a favore di circa tre persone al mese, con un massimo di trenta casi all’anno.

L’esito di ciascuna valutazione, recante la definizione della fattibilità del percorso di formazione con l’indicazione delle aree di competenza e di potenzialità e con alcune linee guida utili ad orientare la ricerca di una sede idonea alla formazione personalizzata e all’inserimento lavorativo, viene restituito al Comitato Tecnico per una sua validazione.

I casi a favore dei quali non si ravvisa la possibilità di inserimento nel mercato del lavoro, a causa della troppo elevata distanza del lavoratore dalla richiesta produttiva, sono restituiti al Comitato Tecnico stesso che deve farsi carico dei provvedimenti conseguenti attraverso la segnalazione alle Commissioni per la legge 68/99 o ai Servizi Sociali dei comuni per un inserimento tramite le Politiche Sociali.

Infine, in qualità di Servizio di sostegno e accompagnamento al collocamento mirato di cui alla Legge n. 68/1999, il S.I.L.:

-         propone ai lavoratori disabili, in seguito alle segnalazioni ricevute dal Comitato Tecnico, percorsi personalizzati;

-         visita le aziende di concerto con i Centri per l’Impiego, identificando quelle più coerenti alla specifica persona;

-         attua il progetto garantendo il sostegno e la consulenza tecnica alle parti interessate;

-         relaziona periodicamente per iscritto al Comitato Tecnico e ai C.P.I. sull’andamento e sui risultati dei progetti di integrazione lavorativa, definiti dopo aver approfondito la conoscenza delle capacità del lavoratore e le risorse presenti, attivando anche la collaborazione dei Servizi socio-sanitari.