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Nuovo Regolamento interno per l’ammissione e dimissione di utenti dei servizi
Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 26 del 29 luglio 2015

In vigore dal 29 luglio 2015

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Art. 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE

  1. Il presente regolamento disciplina l’ammissione, e la dimissione di persone con disabilità dei seguenti Servizi:

-  Centro Socio Riabilitativo Educativo (C.S.R.E.);

-  Servizio Residenziale;

-  Servizio Integrazione Lavorativa (S.I.L.);

nonché l’eventuale trasferimento di utenti tra diversi servizi.

Art. 2  -  ORGANO   COMPETENTE   A  DELIBERARE  L’AMMISSIONE  E  LA  DIMISSIONE

  1. L’ammissione e la dimissione di utenti dei servizi consortili avviene, di norma, con provvedimento del Direttore dell’Ente, sentito il parere del Comitato Tecnico Interno competente di cui al successivo art. 4.
  2. Particolari situazioni potranno essere sottoposte, a giudizio del Direttore, all’attenzione del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

Art. 3 - DOMANDA DI AMMISSIONE

  1. L’ammissione ai servizi dell’Ente,per qualsiasi forma prevista dal successivo art. 5 c. 1,  avviene su domanda dell’interessato o di altro soggetto avente titolo (familiare, tutore, amministratore di sostegno, etc.).
  2. La domanda redatta su apposito modulo, predisposto dagli uffici del C.A.M.P.P., è accompagnata da:

a)       C.S.R.E. e Centro Residenziale: una specifica relazione tecnica e una proposta formulate dall’ E.M.T.  (Equipe Multidisciplinare Territoriale) di riferimento;               
S.I.L.: una segnalazione dell’Ambito distrettuale di appartenenza completa della relazione tecnica formulata dall’E.M.T. o dall’U.V.D. (Unità di Valutazione Distrettuale) o una segnalazione del Comitato Tecnico per il Diritto al Lavoro dei Disabili ex lege 68/99;

b)       un atto di assunzione dell’impegno di spesa da parte del Comune di residenza dell’aspirante relativamente alla copertura degli oneri di competenza (nel caso di utente residente in comune non consorziato la copertura della spesa potrà essere garantita dal comune stesso o dall’Ente a cui è stata delegata la gestione del servizio per l’handicap).

3.   La domanda, di norma, deve pervenire all’Ente per il tramite degli uffici dei Servizi Sociali del Comune di residenza dell’interessato. Nel caso di utente residente in comune non consorziato, la stessa può pervenire anche per il tramite degli uffici competenti dell’Ente delegato alla gestione del Servizio per l’handicap.

Art. 4 - COMITATO TECNICO INTERNO

  1. E’ istituito un Comitato Tecnico Interno con il compito di eseguire una valutazione sull’accoglimento della domanda di accesso ai Servizi rispetto ai seguenti fattori:

a)       caratteristiche soggettive della persona proposta e loro compatibilità con la tipologia prevista per il Servizio richiesto nonché con le condizioni di vita comunitaria;

b)       condizioni ricettive del Servizio richiesto relativamente sia all’allestimento strutturale, sia alla capienza contingente dello stesso.

c)       sostenibilità di interventi individualizzati a favore di persone con problemi comportamentali ad alta intensità, certificati da specifica relazione, ipotizzando modalità, tempi e costi derivanti.

2.  Il Comitato Tecnico Interno è chiamato inoltre a:

a)       esprimere una valutazione sulle esigenze ed opportunità di spostamento di utenti fra i vari Servizi,ancorché temporaneo, anche considerando la praticabilità della soluzione e l’impatto economico richiesto dalla proposta.

b)       fornire all’Organo competente un parere di merito ed ogni notizia utile ai fini del perfezionamento dell’atto formale per l’ammissione.

c)       fornire all’Organo competente indirizzi sulla tipologia di titolo di ammissione da applicare al caso oggetto di valutazione.

3. Di norma il Comitato Tecnico Interno si riunisce con cadenza trimestrale, fatta salva la possibilità di convocazione per la valutazione di richieste urgenti.

       4.  Esso è costituito:

a)       per i C.S.R.E.: dai Referenti di ciascun servizio, dal Direttore Responsabile del Servizio Residenziale, ed è presieduto dal Dirigente;

b)       per il Servizio Residenziale: dal Direttore Responsabile del Servizio Residenziale, dai Referenti di ciascun Servizio, e dal Dirigente;

c)       per il S.I.L.: dal Responsabile del Servizio e da due Operatori della Mediazione individuati dal Responsabile stesso.

Art. 5  - TIPI DI AMMISSIONE

1. L’ammissione ad un servizio del Consorzio può riferirsi ad uno dei seguenti titoli:


a)     a titolo pieno, laddove sia verificata la congruenza tra la richiesta del soggetto e gli interventi offerti dal Servizio;
b)     a titolo particolare (solo per C.S.R.E.), quando si tratta di seguire specifiche iniziative di inserimento e di integrazione poste in atto in favore dell’utenza e che prevedono l’ordinaria fruizione delle attività quotidiane allestite dal Servizio articolate solo su alcuni giorni alla settimana.   

La frequenza di un giorno alla settimana è ammessa per periodi non superiori ad una annualità e solo con l’obiettivo di accompagnare l’utente verso un aumento del numero delle giornate di frequenza oppure verso una dimissione finalizzata

c)       a titolo sperimentale (solo per C.S.R.E.), allorché si tratta di verificare l’opportunità o la possibilità di un successivo inserimento in via definitiva; la frequenza a titolo sperimentale ha la durata di tre mesi, prorogabili, su proposta del Comitato Tecnico Interno, con relazione motivata, fino a un massimo di complessivi 12 mesi;

d)       a titolo di “progetto” (solo per C.S.R.E.), allorché la frequenza del Servizio è condivisa con la frequenza scolastica.
L’ammissione riguarda ragazzi che sono giunti all’ultimo anno del proprio percorso scolastico. L’esperienza è regolata da apposita convenzione tra C.A.M.P.P. ed Istituto Scolastico frequentato dal soggetto.     
La proposta, sviluppata nell’ambito di un progetto condiviso tra la famiglia e i Servizi competenti, mira ad offrire ai giovani la possibilità di sperimentare attività alternative a quelle scolastiche e a valutare l’eventuale accesso alla specifica tipologia di Servizio offerto dal CAMPP.    
Di norma l’esperienza è proponibile per la durata di un anno scolastico.             
L’accoglimento a titolo di “progetto” può essere realizzato presso la sede di uno dei Servizi con riferimento all’Ambito di residenza del soggetto, al fine di agevolare l’eventuale inserimento a diverso titolo presso lo stesso Servizio. 
Per assicurare la sostenibilità dell’accesso verranno considerati, presso la singola struttura, al massimo due casi per anno scolastico.

e)        a titolo di “emergenza” (solo per Servizio Residenziale), riguarda l’accoglimento di utenti le cui famiglie devono fronteggiare situazioni contingenti di assenza o impossibilità temporanea a provvedere al proprio congiunto disabile.

f)        a titolo di “sollievo” (solo per Servizio Residenziale), al fine di alleggerire la pressione assistenziale gravante sul nucleo familiare.

g)       a titolo di “risorse individualizzate” configurabile in una delle seguenti forme:

  1. allorché si tratta di un accoglimento che riguarda uno qualsiasi dei precedenti  titoli elencati e che comporta l’attivazione di un intervento educativo e/o assistenziale supplementare rispetto a quelli ordinari.
  2. allorché si tratta di attivare una progettualità personalizzata non rientrante in uno dei titoli di cui alle lettere da a) ad f) del presente comma e che risponde a criteri di innovazione dei Servizi contemplando modalità e tempi di realizzazione degli interventi in risposta a peculiari richieste degli utenti.

2.  L’ammissione a titolo particolare e/o sperimentale e/o di progetto è consentita, presso ciascun C.S.R.E., solo se viene assicurata la sostenibilità rispetto agli equilibri settimanali e giornalieri di frequenza del Servizio da parte dell’intero gruppo di fruitori.

3.  Le ammissioni a titolo di “emergenza” e di “sollievo” sono riservate a persone, con disabilità, già inserite presso uno dei Servizi del CAMPP o residenti in uno dei comuni consorziati.

4.  Al momento dell’ammissione a titolo di “emergenza” o di “sollievo” la persona deve essere dotata della documentazione sanitaria e di eventuali prescrizioni farmacologiche come previsto dal Regolamento di funzionamento del Servizio Residenziale.

5.  Si dà seguito all’ammissione dell’utente a titolo di “emergenza” o di “sollievo” subordinatamente al ricevimento, presso la struttura, di un impegno di spesa per l’accoglimento, sottoscritto dal familiare/tutore /amministratore di sostegno o persona avente titolo.

6.  Dell’accoglimento a titolo di “emergenza” viene tempestivamente informato il Servizio Sociale per gli interventi di competenza.

7. Le competenze del Comitato Tecnico Interno di cui all’art. 4 c. 1 lettere a), b) e c), nel caso di ammissioni a titolo di emergenza, vengono demandate direttamente al Direttore Responsabile del Servizio Residenziale.

8.  Il periodo di accoglimento per “emergenza” e per “sollievo” è limitato ad un massimo di due settimane, eccezionalmente prolungabile previo parere del Direttore Responsabile del Servizio Residenziale.     

9.  In caso di disponibilità di posti, tali forme di accoglienza del singolo soggetto potranno essere ripetute in corso d’anno.        

Per il titolo “sollievo” vale l’ordine cronologico delle richieste di accesso.

10.  In ogni caso, in generale, il provvedimento, adottato dal Direttore, dovrà espressamente menzionare il servizio preposto a seguire le attività di inserimento e di integrazione di cui trattasi.

11.  (Per i Servizi Semi-residenziali e Residenziali) Al fine di organizzare e garantire tutte le condizioni necessarie per un positivo inserimento, l’ammissione, fatta eccezione per documentate situazioni contingenti, avviene a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno; per far fronte a situazioni particolari, compatibilmente con la disponibilità di risorse operative ed ambientali, l’ammissione può avvenire in momenti diversi dell’anno.

12.  Il SIL procede all’ammissione dell’utenza in applicazione delle “Linee Guida Criteri di accesso al Servizio Integrazione Lavorativa” adottate con deliberazione del Consiglio di Amministrazione e allegate al presente Regolamento per farne parte integrante e sostanziale.

13.  Il SIL, in considerazione delle modalità di contribuzione da parte dell’Amministrazione Regionale per l’attivazione dei progetti ai sensi dell’art. 14 ter, comma 1, lettere a) e b), determina annualmente il numero di progetti complessivamente attivabili per l’intero territorio della provincia di Udine, con eccezione dell’Ambito Distrettuale di San Daniele del Friuli.

14.  Le risorse economiche destinate dalla Regione per l’attivazione dei progetti, ed in base alle quali viene determinato il numero stesso di progetti, saranno ripartite territorialmente fra gli Ambiti Distrettuali, come individuati al comma 6 del presente articolo, sulla base dei seguenti criteri:

a)       il cinquanta per cento sulla base della popolazione di età compresa tra i 14-65 anni residente nel territorio di competenza dell’Ambito Distrettuale;

b)       il cinquanta per cento sulla base dei progetti realizzati dal Servizio in ciascuno degli Ambiti di cui al comma 6 del presente articolo nell’anno precedente.

La determinazione del numero di progetti complessivamente attivabili e la sua ripartizione territoriale fra gli Ambiti saranno oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione da adottare entro il 15 ottobre di ciascun anno per l’annualità successiva.

15.  Il numero di progetti attivabili per ogni ambito potrà essere eventualmente incrementato in funzione e subordinatamente al reperimento di altre forme di copertura economica.

16.  Il SIL procederà alle nuove ammissioni(prese in carico), ai sensi dell’art. 2 del presente regolamento, con le seguenti modalità:

a)       le segnalazioni pervenute nel primo semestre (gennaio-giugno) dell’anno di riferimento saranno esaminate alla data di presentazione: la persona richiedente potrà essere vista e valutata contestualmente, mentre la sua presa in carico, con eventuale avvio del tirocinio, sarà effettuata, previa garanzia di copertura economica, nel semestre successivo;

b)       le segnalazioni pervenute nel secondo semestre (luglio-dicembre) dell’anno saranno esaminate alla data di presentazione: la persona richiedente potrà essere vista e valutata contestualmente, ma la presa in carico, con eventuale avvio del tirocinio, sarà effettuata, previa garanzia di copertura economica, nel primo semestre dell’anno successivo.

17.  Eventuali dimissioni, intervenute nel corso dell’anno, daranno luogo alla possibilità di un nuovo ingresso anticipato rispetto alle disposizioni contenute nel paragrafo precedente. Verrà dato seguito ad una nuova ammissione, in base all’elenco delle segnalazioni pervenute per ciascun Ambito distrettuale, secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Art. 6 - AMMISSIONE DI UTENTI DI COMUNI NON CONSORZIATI

  1. I servizi semi-residenziali e residenziali sono riservati, in via prioritaria, ai residenti nei Comuni consorziati.
  2. E’ ammessa la frequenza ai servizi dell’Ente anche da parte di utenti residenti nel territorio di Comuni non consorziati. In tale caso i rapporti tra il C.A.M.P.P. ed i Comuni/Ambiti non consorziati/Enti delegati alla gestione dei servizi per l’handicap dovranno essere regolamentati dalla sottoscrizione di specifiche convenzioni che garantiscano il pagamento della tariffa per la frequenza del servizio. Al Consiglio di Amministrazione dell’Ente compete deliberare al riguardo.
  3. Per le ammissioni autorizzate a partire da data diversa dal 1° gennaio, l’impegno di spesa dovrà essere proporzionato, in mensilità, al periodo di anno interessato.

Art. 7 – DIMISSIONE

  1. La dimissione dell’utente può avvenire:

a)  su istanza dell’interessato o di altro soggetto avente titolo;

b)  per iniziativa dell’Ente, con atto motivato del Direttore, su proposta del Comitato Tecnico Interno di cui all’art. 4, per particolari situazioni o per il venir meno della causa della frequenza; verranno altresì dimessi quegli utenti che, inseriti in via definitiva, manifestino un’alterazione o deterioramento del comportamento dovuti al peggioramento della condizione psicofisica e tali da risultare incompatibili con l’ordinario funzionamento del Centro, ovvero con i progetti attivati dal S.I.L., o nel caso in cui soffrano di un aggravamento delle condizioni di salute tale da risultare insostenibile per le risorse operative e strumentali proprie dei Servizi dell’Ente.

c)  per decesso dell’interessato, per particolari situazioni, per disposizione dell’Ente, direttamente su proposta del Comitato Tecnico.

2.  Di norma la dimissione, fatte salve situazioni contingenti di particolare gravità o necessità, viene concordata con un preavviso di n. 3 mesi.              

        Tale preavviso non si applica alla situazione degli utenti del S.I.L. che presentano cicli di frequenza mutevoli.

Art. 8 - APPLICAZIONE DELLE TARIFFE

  1. L’Assemblea Consortile determina ogni anno, contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione e con effetto dall’anno successivo, l’ammontare del contributo annuo da porre a carico del Comune di residenza (o Ente delegato alla gestione dei servizi per l’handicap nel caso di utenza residente in comune non consorziato) per la frequenza di ciascun tipo di servizio.
  2. Di norma la quota per la frequenza a titolo pieno decorre dal 1° gennaio, fa riferimento all’intero anno e non è frazionabile, salvo i casi di dimissione d’ufficio o decesso dell’utente, per i quali essa è dovuta, su base mensile, in proporzione al periodo di frequenza nell’anno in corso (in caso di frequenza superiore ai quindici giorni verrà addebitato il costo per l’intero mese).
  3. L’onere per la frequenza a titolo particolare, a titolo di progetto di cui all’art. 5, comma 1 lettere b) e d) farà riferimento allo specifico progetto e sarà proporzionato alla tipologia del servizio offerto accogliente, alle risorse impegnate e verrà determinato con atto del Direttore.
  4. Il pagamento dell’onere per la frequenza a titolo di “risorse individualizzate” verrà garantito dal Comune di residenza (o Ente delegato alla gestione dei servizi per l’handicap nel caso di utenza residente in comune non consorziato) in forma di rimborso di tutte le spese sostenute dal Consorzio per l’esecuzione del Servizio, preventivamente concordate tra Ente gestore e Ente richiedente.
  5. La frequenza a titolo sperimentale di cui all’art. 5 comma 1 lett. c non determina l’applicazione della tariffa. In tal caso il comune di residenza dell’utente/Ente delegato alla gestione dei servizi per l’handicap provvederà a garantire il servizio di trasporto nonché la presenza di un operatore che accompagnerà l’utente durante la sua permanenza presso il Centro.
  6. In caso di ammissione al servizio in corso d’anno la quota per la frequenza è determinata, su base mensile, proporzionalmente al periodo di iscrizione al servizio nell’anno stesso.
  7. Durante il periodo di iscrizione al servizio la contribuzione è dovuta per intero, indipendentemente dalla frequenza costante del servizio medesimo.
  8. La retta per la frequenza del Servizio Residenziale a titolo di “emergenza” e “sollievo”, di cui all’art. 5, comma 1 lettere e) ed f), è a carico della famiglia/tutore/amministratore di sostegno richiedente l’accesso stesso ed è definita annualmente dall’Assemblea Consortile.
  9. Al fine di garantire la miglior organizzazione dei servizi, nel rispetto di quanto previsto al punto 2 dell’art. 7 del presente regolamento, la retta farà carico al Comune di residenza della persona disabile per l’intero trimestre a decorrere dalla data del preavviso (nel caso di utente residente in comune non consorziato la copertura della spesa dovrà essere garantita dal comune stesso o dall’Ente a cui è stata delegata la gestione del servizio per l’handicap). Tale condizione non si applica agli utenti del S.I.L..

Art. 9 - PAGAMENTI

  1. Le modalità per il versamento delle quote di partecipazione a carico dei Comuni consorziati sono disciplinate dallo Statuto dell’Ente.
  2. Il pagamento avviene, di norma, in due rate uguali da liquidarsi: la prima entro 31 marzo, la seconda entro il 30 settembre di ciascun anno.
  3. I Comuni non consorziati/Enti delegati alla gestione dei servizi per l’handicap provvedono al versamento delle tariffe dovute secondo apposita clausola contenuta nella convenzione sottoscritta con il C.A.M.P.P. di cui all’art. 6.

Art. 10 - ENTRATA IN VIGORE E VALIDITA’ DEL PRESENTE REGOLAMENTO

  1. Il presente regolamento potrà essere modificato o sostituito, su proposta del Direttore, a seguito di cambiamenti organizzativi o di istituzione di nuovi Servizi.
  2. Esso entra in vigore con l’avvenuta esecutività della delibera di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.

 

ALLEGATO 1

ai sensi dell’art. 5 c 12 del Nuovo Regolamento Ammissione e dimissione di utenti dai Servizi

approvato con deliberazione n. 42/2014

LINEE GUIDA REQUISITI DI ACCESSO AL SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA

1 - REQUISITI D’ACCESSO

Sono ammesse al Servizio Integrazione Lavorativa le persone disabili che presentano i seguenti requisiti:

  1. Riconoscimento dell’invalidità civile: superiore al45% fino al 100% con le residue capacità lavorative.
  2. Possesso della relazione conclusiva rilasciata alla competente “Commissione di Accertamento della Disabilità” (art. 4 L.104/92 come integrato dall’art.1 c.4 L.68/99) e contenente una delle seguenti formule:

¨             collocamento mirato con servizio e strumenti temporali di mediazione;

¨             necessita di un percorso formativo propedeutico al collocamento mirato;

¨             necessita di inserimento lavorativo socio-assistenziale.

  1. Iscrizione nell'elenco dei disabili (art. 8, c.2 L. 68/1999).

Tutte le persone in possesso dei requisiti oggettivi sopracitati saranno valutate dall’equipe del S.I.L. per essere ammesse al servizio.

Lo stato del lavoratore deve comunque evidenziare il possesso di condizioni minime per sostenere un inserimento lavorativo. Si tratta di criteri valutativi che riguardano la globalità della persona; condizioni necessarie in quanto l’inserimento lavorativo non si limita alla dimensione legata alle abilità lavorative, ma comprende anche altri aspetti.

E’ evidente, infatti, che la mancanza di uno dei requisiti sotto esposti rende difficile ogni tipo di integrazione, viceversa un profilo completo, sia pure con un livello sostanzialmente ridotto, può consentire una buona interazione.

I requisiti minimi per l’inserimento lavorativo ed il mantenimento del lavoro vanno individuati nelle:

Capacità relazionali

(possedute o implementabili)

  • essere in grado di comprendere ed accettare le regole del contesto lavorativo
  • essere adeguato nelle relazioni formali

Comprensione del “rischio e della sicurezza”:

  • riconoscere i rischi della propria attività
  • saper evitare le situazioni pericolose per sé e per gli altri

Autonomia personale

(posseduta o implementabile)

  • essere in grado di muoversi da soli, curare l’igiene personale, vestirsi, mangiare da soli ecc.
  • essere in grado di scegliere, decidere della propria vita, organizzarsi, rifiutare
  • essere in grado di assumersi responsabilità e doveri, desiderare e avere interessi per sé

Inoltre la persona disabile che accede al S.I.L. deve essere in possesso di un adeguato livello di:

Capacità cognitive di base:

 

  • memorizzare le informazioni
  • mantenere la concentrazione
  • comprendere la relazione causa-effetto
  • acquisire nuove informazioni
  • essere consapevole delle proprie difficoltà

Capacità esecutive di base:

  • essere in grado di usare semplici strumenti di lavoro
  • saper portare a termine piccoli compiti.

 

Questi requisiti evidenziano un profilo personale rispondente all’art. 2 co. 1 lettera a) del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza che definisce Lavoratore “la persona che indipendentemente dalla tipologia contrattuale svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un lavoro pubblico o privato con o senza retribuzione anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione”.

 

2 – INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO

Il Regolamento regionale, adottato dall’Amministrazione Regionale con Decreto del Presidente della Regione n. 0235/Pres del 11/12/2013, recante “Criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui all’articolo 14 ter della Legge Regionale 41/96”, all’articolo 4 “Requisiti per l’accesso ai contributi”, punto 2, definisce che “l’eventuale riconoscimento di una condizione di invalidità che giustifica la concessione dell’indennità di accompagnamento, non preclude l’accesso ai Servizi di Integrazione Lavorativa in presenza di un giudizio della Commissione Medica di Accertamento della disabilità (L. n. 104/1992 Integrata) che abbia contestualmente o successivamente valutato in senso favorevole la collocabilità lavorativa”. L’indennità di Accompagnamento, quindi, non preclude l’accesso a percorsi lavorativi qualora la Commissione Medica ex lege 104/1992 Integrata si sia espressa riconoscendo la presenza di residue capacità lavorative. È da evidenziare però come la Commissione Medica non differenzia rispetto alle possibili cause che hanno determinato il riconoscimento dello status, cioè se è stato attribuito perché la persona non deambula o perché non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita e, quindi, necessita di assistenza continua.

Nel caso di persone con un riconoscimento di “incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita” sono obbligatore le seguenti disposizioni.

  1. L'Agenzia di invio (Equipe Multidisciplinare Territoriale – E.M.T. ovvero il Comitato Tecnico per il diritto al lavoro dei disabili) dovrà specificare le modalità di inserimento attuabili al fine di tutelare il tirocinante durante la presenza sul luogo di attività formativa/lavorativa e l’azienda ospitante nel suo complesso, nel rispetto della necessità di assistenza continua dovuta al fatto di non essere in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (Leggi n. 18/80 e n. 508/88) e nel rispetto delle disposizioni di produttività e sicurezza aziendali.

Le specifiche dovranno responsabilmente definire le necessità oggettive assistenziali ed il grado di autonomia legato al compimento degli atti quotidiani della vita, definendo le modalità di assistenzialità da parte di personale addetto appositamente individuato (tutor aziendale).

  1. Nell’ambito di un progetto lavorativo, la sorveglianza sanitaria prevista dal D. Lgs n. 81/2009 “Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, è obbligatoria anche nei confronti del tirocinante.

La visita può però essere fatta solo nel caso di mansioni soggette a sorveglianza sanitaria. In questo caso il medico competente esprimerà il giudizio di idoneità e valuterà le modalità di inserimento, dando le opportune indicazioni e prescrizioni al Servizio SIL ed al datore di lavoro.

Contrariamente, cioè nel caso di mansioni non soggette a sorveglianza sanitaria e quindi, in assenza dell’intervento del medico competente, si rende necessario definire in modo puntuale le mansioni e la declinazione precisa dei compiti assegnabili al soggetto, nonché l’identificazione di un tutor che garantisca la necessaria supervisione continua durante le ore di effettuazione del tirocinio.

  1. La convenzione stipulata tra il CAMPP-SIL e l’azienda ospitante, che definisce, tra l’altro, i contenuti del progetto formativo, deve indicare esplicitamente ed in modo puntuale, per entrambe le fattispecie di cui al punto 2, quanto segue:
  • se le mansioni identificate per il tirocinante sono soggette o non soggette a sorveglianza sanitaria, in base al documento di valutazione dei rischi dell’azienda ospitante;
  • tempi, luoghi e modi di attuazione del progetto;
  • contenuti e modalità della funzione di tutoraggio.

Deve essere prevista la sottoscrizione dell’atto anche da parte del tutor per accettazione dell’impegno a garantire la dovuta sorveglianza.

Il tutoraggio deve prevedere che gli obblighi di “sorveglianza” e assistenza alla persona, attuata di norma dai famigliari, ricadano sul tutor aziendale. Sarà dunque necessario identificare anche un secondo nominativo, all’interno dell’azienda, che subentri in caso di assenza del tutor preposto, ed in caso di assenza di entrambi, il tirocinante dovrà sospendere la frequenza del tirocinio.

Le persone cui è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento perché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, saranno avviate ad un progetto solo nel caso si reperisca una azienda disposta ad identificare un tutor che, oltre alla funzione di mediatore–formatore, svolga anche l’attività di supervisione continua.

 

ALLEGATO 2

approvato con Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 26/2015

 

MODALITÀ ACCOGLIMENTO DI UTENTI RESIDENZIALI

1)      La richiesta di accoglimento residenziale viene presentata al C.A.M.P.P. dal Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito di riferimento che segnala il bisogno relativo all’accoglimento della persona allegando la seguente documentazione:

a) domanda dell’interessato o di altro soggetto avente titolo (familiare, tutore, amministratore di sostegno, etc.);

b) fascicolo predisposto per l’Unità di Valutazione Multidisciplinare (U.V.M.) e completo della Relazione Clinica riguardante l’interessato;

c) atto di assunzione dell’impegno di spesa da parte del Comune di residenza/Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito di riferimento dell’aspirante relativamente alla copertura degli oneri di competenza.

2)      Il CAMPP è membro effettivo dell’U.V.M..

3)      Il Comitato Tecnico del C.A.M.P.P., previsto dall’art. 4 del Regolamento Interno per l’ammissione e la dimissione di utenti dai Servizi, viene convocato nel breve termine per valutare la possibilità di accoglimento della persona presso il Servizio Residenziale o la Comunità Alloggio secondo i seguenti criteri:

a)      compatibilità con la tipologia dell’utenza prevista per il Servizio richiesto nonché con le condizioni di vita comunitaria;

b)      capacità ricettiva del Servizio stesso con verifica rispetto all’esistenza di casi in lista di attesa;

c)      disponibilità di risorse presso il Servizio individuato.

4)      In caso di valutazione positiva il C.A.M.P.P. informa il Servizio Sociale di riferimento e i servizi per la disabilità dell’Azienda sanitaria avvia la procedura per la realizzazione dell’inserimento.

5)      In caso di impossibilità nella realizzazione dell’accoglimento presso i Servizi gestiti direttamente il C.A.M.P.P.:

a)      avvia la ricerca di una collocazione idonea alle esigenze dell’aspirante utente;

b)     propone ai Servizi Sociali e ai servizi per la disabilità dell’Azienda sanitaria la struttura individuata e ne condivide con gli stessi l’offerta dal punto di vista educativo/assistenziale e dal punto di vista finanziario;

c)      provvede alla stipula di specifica convenzione per la gestione dell’accoglimento dell’aspirante utente presso la struttura individuata compatibilmente con le risorse disponibili.

La procedura descritta al punto 5 del presente Protocollo viene applicata anche nel caso in cui si debba procedere al trasferimento di un utente, già accolto presso uno dei Servizi Residenziali gestiti dal CAMPP, presso una struttura residenziale non gestita direttamente dal Consorzio.

Le persone, collocate in servizi non gestiti dal CAMPP per motivi legati unicamente all’indisponibilità di posti liberi, rimangano annotate in lista di attesa per permettere di realizzare, quando possibile, il loro accoglimento presso i servizi del Consorzio.