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 C.S.R.E. NUOVE OPPORTUNITA'

SAN GIORGIO DI NOGARO
Via Tirrenia n. 26 Tel. 0431/629864
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                      RIVAROTTA DI TEOR
Vicolo Molino n. 1 Tel. 0432-779354 / 771521
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San Giorgio di Nogaro

  

 

Rivarotta di Teor

 Il C.S.R.E. Nuove Opportunitàè stato istituito, il 1° aprile 2004, quale esito e sviluppo di un progetto sperimentale sostenuto, nel corso dell'anno precedente, dalla Provicia di Udine. Oggi è attivo presso due diverse sedi: San Giorgio di Nogaro e Rivarotta di Rivignano Teor.

La proposizione del progetto “NUOVE OPPORTUNITÀ” è stata suscitata da quattro obiettivi operativi:

  1. rompere la quotidianità, l’abitudine, la routine nelle attività all’interno dei C.S.R.E.;
  2. offrire ad una parte di utenti dei C.S.R.E., particolarmente quelli più propensi e motivati al fare, con maggiori capacità di interpretazione della realtà circostante e con facilità di adattamento a situazioni nuove, l’occasione stimolante e dinamica per misurarsi in attività alternative a quelle proposte all’interno dei Centri;
  3. creare, a favore dei giovani, situazioni di formazione, nel senso di un impegno reale e gratificante, verso obiettivi il più possibile comprensibili, raggiungibili e riconosciuti anche da altri;
  4. realizzare, per gli stessi, una possibilità concreta e naturale di socializzazione, attraverso la proposta di sé nel fare, di scambio, per giungere a percepirsi come riconosciuti dagli altri.

Nel concreto il C.S.R.E. offre ai due gruppi di giovani (il numero varia da 8 a 12 utenti) originariamente provenienti dalle sedi di Cervignano, Corgnolo e Latisana, ma attualmente anche provenienti direttamente dal territorio, un’esperienza alternativa alla quotidiana attività presso i Centri, in situazione socializzante e di formazione attraverso lo svolgimento di pratiche che hanno ripreso quelle caratterizzanti un normale ambiente di lavoro.

I ragazzi, affiancati da operatori attenti, sono chiamati a svolgere attività di cura di aree verdi e di sistemazione di libri. L'attività viene svolta in tredici situazioni formative diverse grazie alla disponibilità di nove amministrazioni comunali del comprensorio della Bassa Friulana. L’esperienza, anche allo stato attuale, si svolge per un giorno alla settimana; in tale circostanza i ragazzi consumano il pranzo in un locale pubblico godendo di un’ulteriore, significativa, occasione di socializzazione costituita dalla frequenza di un ambiente normale che stimola all’assunzione spontanea di modelli comportamentali che diventano naturali perché condivisi.

L’esperienza si è rivelata positiva oltre ogni più lusinghiera aspettativa facendo scoprire, ai partecipanti, dimensioni nuove dell’agire da protagonisti. Ha avvicinato i giovani alla fatica gratificante, tale perché conseguente ad un impegno personale vero e che realizza un risultato concreto, apprezzabile da parte di loro stessi e di altri, considerabile anche sul piano del riscontro sociale (durante lo svolgimento dell’attività diversi cittadini interloquiscono direttamente con i ragazzi, rivolgendo parole di riconoscimento del valore del loro operato). I ragazzi hanno modo di sperimentare la partecipazione cosciente e non generica ad un gruppo, nella condivisione di un fine e nella percezione di essere un elemento essenziale e riconosciuto dell’insieme. Gli stessi hanno legato tra loro e si sono sentiti partecipi e protagonisti in una dimensione di gruppo coinvolgente e responsabilizzante dimostrando capacità di osservazione critica verso l’esperienza vissuta. L'attività offre ai partecipanti l’occasione per sperimentare oltre ai vantaggi (riconoscimento, prova gratificante sul piano della rivalutazione del valore personale), anche gli oneri di un lavoro ordinario (fatica, rispetto di orari, distinzione dei ruoli, ecc.). Lo svolgimento delle mansioni previste per la giornata ha insegnato loro a superare piccole frustrazioni e disagi.

La condivisione di uno specifico abbigliamento da lavoro, la partecipazione al pranzo in un locale pubblico in compagnia di “altri” lavoratori, sono elementi che hanno fornito ai giovani del C.A.M.P.P. una formidabile occasione per rivedere, in senso positivo, la propria immagine e, soprattutto, una chance di crescita in una prospettiva finora sconosciuta.

Nel corso dell’esperienza altri ragazzi frequentanti i C.S.R.E. hanno manifestato il desiderio di essere ammessi all’esperienza che viene considerata “straordinaria” rispetto alla quotidianità offerta dai Centri.

Anche gli operatori hanno avuto occasione per svincolarsi da certi automatismi operativi, da una prassi che rischia di mortificare la motivazione personale verso un lavoro delicato ed impegnativo.

Attività di cuore del Verde

Attività di biblioteca.

 

Di seguito vengono elencati gli elementi essenziali del servizio.

A – Finalità

Ogni attività proposta ai giovani partecipanti al gruppo deve essere idonea a sviluppare al massimo livello l’autonomia della persona; ciascun soggetto deve essere posto nelle condizioni di saper risolvere i problemi quotidiani (per non essere di peso a sé ed agli altri) e tendenzialmente prepararsi per un lavoro.

B – Proposito

Gli operatori impegnati nell'esperienza ritengono assolutamente importante riuscire ad evitare il rischio dell’artificialità dell’iniziativa, facendo assumere ad essa i connotati di normalità, anziché di simulazione di qualcosa d’altro. Come dire che il lavoro (inteso quale impegno personale verso un fine concreto) è assunto a elemento costitutivo dell’esistenza umana e presupposto della realizzazione della stessa; in tale prospettiva l’attività non va necessariamente collegata sempre, ed immediatamente, alla dimensione di scambio economico. Sarebbe auspicabile, almeno in questa fase, un’interpretazione della pratica del lavoro, dell’impegno personale finalizzato ad un risultato reale e concreto, al di fuori di ogni tormento ideologico; troppo spesso il lavoro, la messa alla prova personale sul versante pratico, è visto esclusivamente come forma di alienazione o sfruttamento.

C – Attenzione ai contenuti

Diventa evidente lo sforzo da compiersi per realizzare il Servizio con caratteristiche di alternativa, di novità rispetto ai programmi proposti dai C.S.R.E.. Questo vuol dire: continua ricerca di attività innovative da far svolgere ai giovani fruitori del Servizio, elaborazione in itinere di un approccio alla persona diversamente abile, in senso positivo ed attivizzante. Un tale atteggiamento, evitando qualsiasi forma di accanimento (educativo, psicologico), deve saper escogitare le adeguate sollecitazioni verso una continua crescita ed emancipazione della persona.

D – Diverso punto di vista operativo

Agli operatori è richiesta la capacità di superare le precedenti esperienze nel settore in modo da disporsi, verso la nuova sfida, liberi da atteggiamenti precostituiti.

E – Pianificazione

L’organizzazione del Servizio comporta uno studio attento degli obiettivi e delle modalità per raggiungerli, scartando ogni opzione che riconduca a modelli di organizzazione di attività che si siano dimostrati, nell’esperienza dei C.S.R.E., scarsamente fertili. Si tratta di allestire e gestire un Servizio i cui ragazzi investano il tempo in modo produttivo e non semplicemente un luogo in cui essi risultino generica occupazione. Tale visione pragmatica e concreta del Servizio comporta che gli operatori devono possedere: capacità organizzative, disponibilità all’impegno pratico, atteggiamento volto all’innovazione, facilità al lavoro di gruppo, propensione alla flessibilità ed interscambiabilità di ruolo.

F – Rapporti con i C.S.R.E.

Il Servizio, pur classificandosi come C.S.R.E., ha contenuti diversi da quelli proposti dai Centri Diurni tradizionali. Innanzitutto si rivolge ad un’utenza che ha dimostrato di possedere qualità tali da non poter essere adeguatamente sviluppate e realizzate all’interno di programmi proposti dai Centri ordinari.

G – Rapporti con il SIL (Servizio Inserimenti Lavorativi)

Il Servizio sviluppa un progetto ambizioso proteso a far raggiungere, a ciascun ragazzo, il massimo traguardo individualmente conseguibile; tra gli obiettivi ottimali da raggiungere vi è senz’altro l’assunzione di un ruolo di lavoratore. Va da sé che in una tale prospettiva risulti naturale pensare ad uno stretto collegamento con il SIL.

Lo sbocco verso il SIL non è certamente esclusivo e condizionante, ma apre una prospettiva che può stimolare l’impegno dei ragazzi.

D’altra parte il SIL può trovare nel Servizio un interlocutore valido per la preparazione di futuri propri utenti, originariamente in possesso di potenzialità da attualizzare e perfezionare.

H –La sede

Essendo il Servizio rivolto a utenti provenienti da diversi Centri, l’ideale collocazione geografica della sua sede (San Giorgio di Nogaro) è stata individuata in posizione baricentrica rispetto al territorio di provenienza dei fruitori e di facile raggiungimento con mezzi pubblici (in considerazione dell’assoluta importanza dell’autonomia negli spostamenti ai fini dell’integrazione sociale della persona disabile).

I – Attività

La cura del verde e la sistemazione di libri non devono essere considerate le uniche attività su cui il disabile ha modo di misurarsi; sarà pertanto obiettivo degli operatori reperire e fornire ai giovani utenti una gamma quanto mai ampia, ed adeguatamente ponderata, di attività che rispondano alle esigenze di arricchimento delle capacità dei soggetti.

Accanto alle attività sopraddescritte gli operatori allestiscono iniziative a carattere teorico e pratico, di specifico valore formativo, capaci di fornire ai giovani strumenti che li rendano persone che partecipano il più possibile attivamente e con coscienza alla società